Arriviamo al vino da una prospettiva inusuale, quella dell’ecologia. In età decisamente adulta, senza vigne e cantine di famiglia, abbiamo scoperto la possibilità di praticare una viticoltura non distruttiva per l’ambiente. Ci siamo da subito appassionati delle vigne storiche, che rischiavano di essere estirpate in quanto antieconomiche, con le loro peculiarità di forma e di tipologia di vitigni, con le storie delle mille mani che ci hanno lavorato e che hanno lasciato il loro segno su quei fusti e su quei cordoni. Ci hanno folgorato le storie autentiche e particolari delle persone che animano questo mondo, che sembrano personaggi di un romanzo, di mille romanzi. Ci hanno ammaliato i sapori veri dei vini, i mille e mille saperi che sono custoditi in ogni vigna ed in ogni bottiglia, in ogni persona; la passione e la voglia di condividere che abbiamo trovato, le storie autentiche e non convenzionali che circondano questo mondo.
Guardiamo al passato e alla tradizione con rispetto, ma ci diverte anche avventurarci in territori inediti, sperimentando con le varietà uve vinificazioni non convenzionali e definibili forse, fantasiose.
Ci piace pensare di potere procedere lontani dalle logiche commerciali, preferendo abbracciare la sincerità, la vita, la spontaneità delle persone e delle storie che incontriamo lungo il nostro cammino.
Il viaggio nel mondo del vino è cominciato con un piccolo pezzo di terra incolta, divenuto una “vignetta”, piantata con amore e cura, nel comune di Bomporto. Nel tempo, si sono aggiunte le vecchie vigne di Colombaro, in affitto, la collaborazione con la vigna di quasi centenaria di Sorbara, e, finalmente, la prima vigna di proprietà a Navicello, costituita da una parte moderna ed una di circa 65 anni.
L’approccio in cantina è minimalista. La filosofia si basa sull’assenza totale di solfiti, lieviti selezionati, filtrazioni, chiarifiche e controllo della temperatura. Preferiamo lasciare che il carattere unico delle uve e delle vigne si esprima pienamente in ogni bottiglia, accompagnando i mosti nel loro diventare vini, intervenendo quanto meno possibile.
La nostra visione del vino va oltre il semplice piacere sensoriale.
Ha radici nelle nostre convinzioni sociali, etiche ed ecologiche.
Crediamo che il vino possa e debba essere uno strumento per avvicinare le persone e creare connessioni significative.
I vini della nostra terra non sono considerati vini nobili e questo ci sentiamo di rivendicarlo.
Sulle tavole di queste zone il vino è considerato un compagno fedele, ma raramente il protagonista assoluto.
È piuttosto un catalizzatore di momenti di condivisione e di profonde connessioni umane.
Il vino diventa un ponte tra le persone che permette e rende facile esplorare e apprezzare la ricchezza delle esperienze individuali, intrecciando storie, vissuti e aspirazioni diverse. Con la sua magia sottile, in sordina, scioglie le tensioni e favorisce la complicità e porta alla luce punti di contatto anche tra mondi apparentemente distanti. In questo risiede la sua “diversa nobiltà”.